"Pavarotti ritorna a Napoli" Pavarotti pure essendo un cittadino del mondo, un legame particolare lo legava a Napoli, ai napoletani, ed alla canzone napoletana. Fin da giovanissimo cantava,infatti, le celebri melodie del repertorio classico napoletano. Amava e guardava Napoli attraverso le canzoni, l'immagine che aveva della città e del suo popolo era quella, passionale e verace, che viene fuori dalle canzoni di Salvatore Di Giacomo, di Libero Bovio, di E. A. Mario. Pavarotti, come detto, amava come pochi la canzone napoletana e ne ha inserita sempre almeno una nei suoi concerti. Non senza ricevere attacchi per quel suo napoletano storpiato, influenzato dalla forte cadenza emiliana. Eppure nonostante tutto questo il Pavarotti cantante di canzoni napoletane ha regalato emozioni irripetibili ed ineguagliabili che forse solo Enrico Caruso era riuscito a riservare. Quel Caruso a cui rese omaggio per un concerto, organizzato dall'Associazione della Stampa, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte. Si esibì insieme ad altri tenori di fama internazionale come Domingo, Taglierini e il tenore francese Vanzot. Fu un grandissimo successo, soprattutto perchè cantò il suo pezzo forte, la Furtiva Lacrima. Ma la vera consacrazione , la dimostrazione che un filo speciale lo legava a questa città fu quando in un bagno di folla si esibì per l’inaugurazione del Palazzetto dello Sport di Ponticelli. Era il Natale del 1996.L'idea di portare la lirica in periferia, di farla uscire dai grandi teatri e da i luoghi canonici di portarla per strada, fra i vicoli, fra la gente che probailmente ascoltava un'opera per la prima volta entusiasmò Pavarotti. Ma non solo. Rinuncio al suo cachet e volle che venisse devoluto ai giovani della periferia nord di Napoli, quelli che avevano una infanzia difficile e disagiata.
"Pavarotti ritorna a Napoli" Pavarotti pure essendo un cittadino del mondo, un legame particolare lo...